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News
20 giugno 2017

Gli apparecchi acustici sono dispositivi molto piccoli che necessitano di cura e manutenzione costanti. Dopo aver fatto un investimento per acquistarli è giusto avere le necessarie accortezze affinché essi durino il più a lungo possibile. Inoltre, una volta che ci si è abituati, essi sono indispensabili per svolgere le attività quotidiane e i pazienti che sono costretti a richiedere la riparazione per un guasto odiano doversene separare. Pulire gli apparecchi acustici ogni giorno è l’abitudine principale da acquisire per una buona manutenzione. Gli apparecchi acustici, infatti, possono guastarsi, perché come qualsiasi dispositivo essi hanno un ciclo di vita, ma una corretta pulizia e la cura costante possono aiutare ad allungarlo. Quindi, come effettuare quotidianamente la pulizia degli apparecchi acustici?

  • La prima cosa da sapere è quali prodotti utilizzare per pulire gli apparecchi acustici. Non usare mai alcool, solventi o detergenti per la pulire gli apparecchi acustici. I prodotti di cura specifici sono acquistabili direttamente nel centro acustico: salviettine, spray, panno, etc.
  • I produttori di apparecchi acustici hanno inoltre progettato filtri per proteggere i ricevitori in caso di apparecchi acustici RIC e ITE. Almeno una confezione di questi filtri viene fornita al momento

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7 giugno 2017

Pochi consigli per proteggerci dalla perdita uditiva

Ormai, nella vita quotidiana, siamo abituati a essere circondati da rumori: clacson delle auto, musica ad alto volume, martelli pneumatici. Nonostante ciò, non sono di altrettanta routine le misure di salvaguardia dell’udito, fondamentali per tutelarci dalla perdita uditiva sempre più incidente sulla popolazione Gli esperti ci dicono che è possibile avere un calo permanente dell’udito anche durante un’unica esposizione a uno spettacolo pirotecnico. Secondo il “Centers for Disease Control and Prevention” anche un cane che abbaia nell’orecchio per qualche minuto, può causare la perdita uditiva. Più alto è il suono, minore è la quantità di tempo necessaria per avere impatto notevole e irreversibile sulla nostra capacità di sentire. Lavorare in ambienti rumorosi può comportare notevoli rischi, l’ipoacusia è, infatti, la principale causa di malattia professionale secondo l’Inail. Con l’avanzare dell’età, la perdita uditiva dovuta all’esposizione al rumore di tutta una vita peggiora col sopraggiungere della presbiacusia. Ma non solo le persone anziane, soffrono di problemi uditivi. Infatti, un rapporto del 2015 dell’Organizzazione mondiale della sanità ci mostra come per i giovani dai 12 ai 35 anni il rischio di perdita uditiva sia sempre più

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30 maggio 2017

Gli apparecchi acustici sono uno strumento irrinunciabile per chi ha problemi di udito, di cui una volta abituati non si riesce a fare a meno. Essi diventano un prolungamento del nostro corpo, al punto da dimenticarci di averli. Ma ogni quanto effettuare un controllo o cambiare apparecchi acustici? Dopo aver acquistato un apparecchio acustico, la fase iniziale richiede visite frequenti e continuative: una alla settimana i primi tempi, poi un controllo dopo tre mesi, dopo sei e, in seguito, uno ogni anno. Le visite di controllo sono importanti per monitorare periodicamente il corretto funzionamento dei propri apparecchi, la giusta regolazione in base alle proprie esigenze e contestualmente il proprio grado di perdita uditiva. Cambiare apparecchi acustici, poi, può rivelarsi necessario se il precedente non risulta più idoneo alle nostre esigenze o se dovesse rompersi in modo irreparabile. Ma esistono diverse altre buone ragioni per cambiare apparecchi acustici dopo un certo periodo di tempo; ne elenchiamo qui di seguito almeno tre. Potenziare lesperienza uditiva L’aggiornamento a nuove tecnologie ci può permettere di riscontrare un cambiamento significativo nell’udito. La perdita uditiva è legata all’età e si manifesta gradualmente. Nel corso del tempo la propria efficienza uditiva diminuisce e cambiare apparecchio acus

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22 maggio 2017

Vi sarà sicuramente capitato di sentir dire qualcuna di queste frasi da un parente o un amico con una perdita di udito. Purtroppo, uno dei principali ostacoli nel combattere l’ipoacusia è convincere chi ne soffre ad accettare di avere un deficit uditivo e fare qualcosa. Ecco qualche risposta da avere pronta al momento opportuno!

“Basta un piccolo intervento chirurgico e il mio udito tornerà come nuovo.

Molte persone conoscono qualcuno il cui udito è migliorato dopo un trattamento medico o chirurgico. È vero che alcuni tipi di perdita dell’udito possono essere trattati con successo, ma negli adulti, purtroppo, questo vale solo per il 5-10% dei casi.

“Ho un orecchio che funziona maluccio, ma l’altro è a posto!

Tutto è relativo. Quasi tutti i pazienti che credono di avere un orecchio “buono” hanno effettivamente due orecchie “cattive”. Quando un orecchio è leggermente migliore dell’altro, impariamo a preferirlo per parlare al telefono, per le conversazioni di gruppo e così via. Questo può darci l’illusione che “l’orecchio migliore” sia sano anche se in effetti non lo è. La maggior parte dei tipi di perdita uditiva interessa entrambe le orecchie in modo abbastanza simile e bilanciato e circa il 90% dei pazienti ha bisogno di due app

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16 maggio 2017

L’acufene è un disturbo molto diffuso tra la popolazione (secondo le stime ne soffre circa il 10% della popolazione) eppure ancora poco noto. Molte persone avvertono fischio all’orecchio, ronzii e tinniti per lungo tempo, prima di accorgersi che si tratta effettivamente di acufeni. La gestione di questo disturbo, inoltre, è molto variabile, perché variabile ne è la causa e, dunque, anche il modo di affrontarla. Esistono acufeni soggettivi (i più diffusi) che avverte solo il paziente, o oggettivi, che sono in realtà localizzabili in una zona precisa e hanno una causa di natura meccanica (e che pertanto richiedono un tipo di intervento differente). Vi sono poi acufeni che hanno un’origine psicologica, altri che sono nient’altro che sintomi di una nascente ipoacusia, altri ancora che derivano da un trauma acustico o, ancora, dall’assunzione dei cosiddeti farmaci acufenogeni. Per tutte queste ragioni, molti pazienti che affrontano il problema dell’acufene si trovano a combatterlo per lungo tempo, convincendosi che esso non abbia in realtà una soluzione e che non si debba far altro che conviverci. Niente di più sbagliato. Innanzitutto esistono dei trattamenti specifici per acufeni che hanno lo scopo di alleviarne i sintomi: diversi studi, ad e

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5 maggio 2017

L’otite è un’infiammazione dell’orecchio che può essere di tipo cronico o manifestarsi una sola volta, generalmente provocata da virus o batteri che si localizzano nell’orecchio. In particolar modo quella che coinvolge l’orecchio medio, è una patologia molto diffusa, che può avere un’entità lieve ma talvolta può comportare conseguenze molto significative come un calo uditivo permanente, dunque è opportuno non sottovalutarla mai, specie se si manifesta in età infantile. Secondo le stime, infatti, circa l’85% dei bambini soffre almeno una volta di otite media, soprattutto quelli che praticano attività in acqua, e non è un caso che proprio l’otite la causa più comune di ipoacusia trasmissiva nei bambini. L’ otite media acuta, infatti, provoca dolore alle orecchie, febbre, irrequietezza e anche un calo uditivo temporaneo, in alcuni casi (molto gravi), però, può portare alla rottura del timpano e anche a danni irreversibili per l’udito. Generalmente è una patologia dalla quale si guarisce con una cura antibiotica, anche se non esiste un trattamento universale valido per tutti. Il medico di solito individua la soluzione più idonea in relazione alla gravità dell’infezione e della perdita uditiva riscontrata. L’ otite media sieromucosa, spesso derivante da un’

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28 aprile 2017

L’ ipoacusia da rumore è tra i più diffusi tipo di perdita uditiva. Numerosi, infatti, sono i danni per l’udito derivanti da alcune attività lavorative o da determinati stili di vita. Il “rumore” è un elemento costante della nostra esistenza e può comportare rischio per l’udito, per alcune persone anche grave. Nello specifico, si definisce ipoacusia da rumore o ipoacusia da trauma acustico cronico la perdita/diminuzione dell’udito derivante da una prolungata esposizione a particolari rumori; in genere è simmetrica (riguarda entrambe le orecchie) e la sua evoluzione si arresta quando cessa l’esposizione, ma il danno riscontrato è irreversibile. In ambito lavorativo, il danno all’udito viene considerato come malattia professionale solo se contratto nell’esercizio ed a causa dello svolgimento di specifiche attività indicate dalla legge, o nell’espletamento di lavorazioni accessorie o complementari a queste, purché svolte nello stesso ambiente (Punto 44, Allegato n. 4 al D.P.R. 9 giugno 1975, n. 482). Le attività coinvolte sono:

  • lavori dei calderai
  • ribattitura dei bulloni
  • battitura e foratura delle lamiere con punzoni
  • prove dei motori a scoppio
  • produzioni di polveri metalliche con macchine a pestelli
  • condotta di aeromobili
  • fabbricazione

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21 aprile 2017

Curare la perdita di udito appena essa si manifesta è fondamentale per scongiurare un ulteriore peggioramento delle proprie capacità di sentire, ma molto spesso le persone lasciano passare anche degli anni prima di correre ai ripari. E alcune, addirittura, non lo fanno. Questo perché ancora tantissime persone sottovalutano il problema o si vergognano di indossare apparecchi acustici, e questo sebbene diverse ricerche abbiano dimostrato l’impatto dell’ipoacusia non trattata sulla salute, sul benessere fisico e psicologico, sulle relazioni sociali e sul lavoro. Le sensazioni più comuni che avverte una persona che soffre di ipoacusia sono i cambiamenti dell’umore, agitazione, stress, isolamento e talvolta anche depressione; senza contare gli effetti concreti che una perdita uditiva può avere sulla capacità cognitiva e sulla memoria. Per tutti questi motivi, ribadire l’importanza di curare la perdita di udito è fondamentale, tanto quanto lo è la prevenzione, che resta senza alcun dubbio l’arma più efficace. Attualmente in Italia le persone che soffrono di ipoacusia sono più di sette milioni ma solo una piccola percentuale di queste si sottopone a controlli e ricorre a un ausilio audiologico. Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa la metà dei casi di perdita uditiva potrebbero essere evitati se si effettuasse una buona prevenzione prima

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14 aprile 2017

In Italia, secondo le statistiche, tra l’insorgenza dei primi problemi uditivi e la decisione di ricorrere all’utilizzo di un apparecchio acustico trascorrono in media dieci anni. Un dato allarmante se si considera che il calo uditivo solitamente peggiora con il passare del tempo. Se inizialmente si riscontrano lievi difficoltà uditive, infatti, che non influenzano effettivamente le attività quotidiane, in seguito il progressivo calo uditivo può implicare un peggioramento notevole della qualità della vita, compromettendo la capacità di comunicare efficacemente col prossimo. In Italia si stima che siano 7 milioni le persone con un deficit uditivo, ma di questi solo un milione utilizza un apparecchio acustico specifico. Oltre alla scarsa prevenzione, alla poca conoscenza della figura dell’audioprotesista e alla difficoltà di rendersi conto effettivamente del problema, la ragione principale per cui si lascia passare così tanto tempo è l’imbarazzo che la maggior parte delle persone prova nell’indossare un apparecchio acustico. In genere non viene considerato cieco chi indossa un comune paio di occhiali, eppure si assimila a sordo chiunque indossi un apparecchio acustico; tutto questo, ovviamente, non corrisponde al vero. Lo stigma dell’audioprotesi, purtroppo, è ancora fortissimo e difficile da

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7 aprile 2017

L’ipoacusia è un deficit uditivo che colpisce oltre 7 milioni di italiani, ma quando quest’ultima riguarda i bambini (specialmente se neonati), il discorso si fa più delicato, in quanto una carenza uditiva o, peggio, la sordità totale, nel caso dei più piccoli comporta conseguenze molto rilevanti per il loro sviluppo cognitivo e linguistico. Statisticamente un bambino italiano su 300-350 nasce con problemi uditivi, e 1 su 1000 nuovi nati è affetto da sordità profonda (congenita): un’assenza assoluta di suoni che non permette loro lo sviluppo della capacità di comunicare. L’ ipoacusia infantile può derivare da una malattia genetica, oppure in altri casi può essere causata da infezioni contratte nei primi mesi di vita. Per tutti questi motivi gli esperti si battono da anni per porre l’accento sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, in quanto un intervento preventivo (che può consistere nell’utilizzo di un apparecchio acustico o nell’implementazione di un impianto cocleare), può aiutare i bambini a eludere eventuali altre complicazioni nel loro sviluppo, consentirgli di comunicare efficacemente con gli altri e di apprendere il linguaggio così come qualunque loro coetaneo. Lo screening audiologico, recentemente inserito dal governo italiano nei

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24 marzo 2017

Il nostro udito è attivo 24 ore al giorno, è la chiave per la comunicazione e, quindi, per l’interazione sociale; è il più efficiente, ma anche il più sensibile organo sensoriale dell’uomo. Tuttavia, la sua importanza nel mondo contemporaneo è spesso sottovalutata. L’udito influenza tantissimi aspetti della nostra vita, a cui magari non facciamo caso, ma per i quali una capacità uditiva efficiente è fondamentale. La nostra percezione del mondo è fortemente influenzata dagli stimoli visivi, ed è questo il motivo principale per cui sottovalutiamo l’influenza dell’udito nella nostra vita. Conoscere come funziona il nostro udito può aiutarci a capire quanto eso sia tra i più complessi e affascinanti organi di senso. Alcune curiosità su come funziona il nostro udito

  • L’orecchio interno contiene circa 3000 cellule ciliate interne e 12000 cellule ciliate esterne, che possono essere distrutte dal rumore e causare una perdita uditiva irreparabile.
  • Martello, incudine e staffa (i cosiddetti ossicini dell’orecchio medio) sono il gruppo osseo più piccolo del corpo umano e servono a trasmettere i suoni dall’aria al fluido contenuto nel labirinto (la coclea).
  • L’udito ha una relazione diretta con la nostra comunicazione. Le persone con una perdita uditiva non trattata spesso si sentono isolate dagli altri e tr

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17 marzo 2017

L’inquinamento acustico, tra le cause di ipoacusia, è quella attualmente più in crescita. Studi recenti, inoltre, hanno dimostrato che il rumore danneggia la nostra salute e può provocare ipertensione, malattie vascolari, stress, depressione e stanchezza. Un altro rischio indotto è quello di un trauma acustico (acuto o cronico) dovuto all’eccessiva esposizione a un rumore nocivo o all’improvviso contatto con un rumore assordante. Il trauma acustico è una patologia ancora oggi oggetto di molti studi perché risulta di difficile comprensione, soprattutto a causa del fatto che molte persone reagiscono in modo diverso al rumore: alcune, infatti, sono maggiormente otosensibili rispetto ad altre. Esistono due tipi di trauma acustico: il trauma acustico cronico e il trauma acustico acuto. Il Trauma Acustico Cronico si manifesta quando un rumore è nocivo e prolungato, ma non eccessivo (80/85 db), l’insorgenza di un problema di udito si ha soltanto a seguito di una esposizione prolungata. Il Trauma Acustico Acuto, invece, è causato da un rumore improvviso di elevata intensità come uno scoppio o un’esplosione. Ma come proteggersi dai rumori che possono causare un trauma acustico? Tutti i giorni noi abbiamo a che fare con ambienti più o meno rumorosi: il traffico cittadino, i luoghi affollati, i ristoranti

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10 marzo 2017

Il percorso che porta alla scelta di fornirsi di un apparecchio acustico a volte può essere lungo e tortuoso; ma quando ci si arriva, finalmente, occorre essere coscienti che i primi tempi sono quelli fondamentali. Indossare un nuovo apparecchio acustico, infatti, richiede inizialmente alcuni passaggi, essenziali per adattarsi all’uso e poter trarre il maggior beneficio da una nuova esperienza d’ascolto. Vediamo insieme quali sono i passi fondamentali quando si sceglie un nuovo apparecchio acustico All’inizio è importante abituarsi alle nuove frequenze percepite. Normalmente gli apparecchi acustici di ultima generazione si adeguano autonomamente alla modulazione ottimale, pertanto non serve, laddove è possibile, regolare il volume troppo alto per tentare di sentire anche suoni molto lievi. Nemmeno i normoudenti ci riuscirebbero. Sicuramente, all’inizio la percezione di un corpo estraneo vi provocherà fastidio, ma è del tutto normale. L’apparecchio acustico, così come un un paio di occhiali, dovrà diventare un prolungamento del vostro corpo, ma ci vorrà un po’ di tempo prima che ciò accada. Ovviamente, se dovessero trascorrere settimane, a quel punto sarà necessario rivolgersi all’audioprotesista per capire quale sia effettivamente il problema di adattamento. Non stressatevi, se siete stanchi di indossarlo perché inizialmente vi provoca fa

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2 marzo 2017

Gli acufeni, o tinniti, sono dei disturbi dell’udito costituiti da fastidiosi rumori come fischi, ronzii, fruscii che si localizzano in uno o in entrambe le orecchie, o che un soggetto può percepire nella testa senza riuscire a localizzarli. I fastidi possono manifestarsi in molti modi ed essere più o meno gravi: possono avere una frequenza acuta o grave, manifestarsi spesso o solo in alcune situazioni, e il suono percepito può essere variabile. L’acufenometria è un esame che permette di misurare l’intensità del disturbo, ma un aspetto fondamentale degli acufeni, che in parte ne rende anche difficoltosa la cura, è l’individuazione dell’effetto soggettivo, dato che si tratta di una percezione variabile da persona a persona, e anche un acufene considerato di lieve intensità può risultare insopportabile per un determinato soggetto. Altra peculiare caratteristica degli acufeni è che essi non possono costituirsi come una vera e propria patologia a sé, ma molto spesso figurano come sintomi di un altro disturbo, talvolta non necessariamente legato all’apparato uditivo. In certi casi, addirittura, possono essere effetto dell’utilizzo di alcuni farmaci ototossici, definiti per questo motivo acufenogeni, o dell’abuso di determinate sostanze. In generale, tra le cause di acufeni può esserci un trauma acustico, età, infezioni virali, tossicità farmaci, sordità

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23 febbraio 2017

Purtroppo, oggi, la maggior parte delle persone è ancora restìa ad affrontare il proprio problema uditivo. Perché ciò accada, però, un aspetto essenziale è riporre fiducia nella figura dell’ audioprotesista, colui che ha il compito di divenire un punto di riferimento per il paziente durante tutto il suo percorso di riabilitazione uditiva.

Conosciamo meglio e vediamo in cosa consiste la professione dell’ audioprotesista

Nel percorso di recupero dell’efficienza uditiva, ogni persona ha necessità di riporre piena aspettativa nel professionista a cui ha scelto di affidarsi, in quanto il lavoro dell’audioprotesista ha inevitabili effetti sulla qualità della sua vita. Ogni sfera della vita umana, infatti, è direttamente influenzata dall’efficienza uditiva, ed è per questo che le soluzioni acustiche devono essere modulate in base alle specifiche esigenze del portatore e alle sue caratteristiche individuali. Un udito efficiente è essenziale per qualunque tipo di interazione, per lo svolgimento delle attività abituali, per il successo a scuola o nel lavoro, ed è compito di un buon audioprotesista assicurarsi che in ognuna di queste attività il paziente registri un effettivo miglioramento. In particolare, l’audioprotesista è un professionista sanitario specializzato in tecniche audioprotesiche. La sua attività consis

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20 febbraio 2017

Venerdì 24 febbraio dalle 15:00 alle 19:00 presso il Poliambulatorio Cornareto di Carcare (Sv) si terrà una giornata porte aperte per un check-up gratuito. L’evento, in collaborazione con il gruppo Acoustic Center, sarà un’occasione importante per un confronto a 360° sui principali disturbi acustici, oltre che un momento per chiarire dubbi e perplessità individuali, tenuto conto che ben 1 individuo su 3 soffre di ipoacusia dai 60 anni in poi. Il team di professionisti di Acoustic Center effettuerà gratuitamente esami audiometrici tonali e vocali, fornirà informazioni, analizzerà se il problema, laddove presente, sia corretto in modo adeguato tramite l’ausilio di apparecchi audiometrici. Acoustic Center è presente dal 1958 e operante sul territorio ligure nel centri di Genova, Chiavari, La Spezia, Sarzana, Savona e Sanremo, è leader nella distribuzione di sistemi uditivi, nell’applicazione di apparecchi acustici e nella ricerca di soluzioni personalizzate, appoggiandosi a una rete di centri specializzati. La partecipazione allo screening audiometrico è aperta a tutti, previo necessario appuntamento presso la Segreteria del Poliambulatorio al numero 019 5281670 Per maggiori informazioni su tematiche divulgative legate al mondo dell’udito è possibile visitare il sito www.acoustic-center.it Poliambulatorio Cornareto Via Cattaneo 2 Carcare (Sv) tel. 019 5281670

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14 febbraio 2017

A proposito dell’inquinamento acustico e del rischio di calo dell’udito, dovuto all’esposizione prolungata a un eccesso di decibel, si è sempre scritto e detto molto, ma meno spesso si parla dei danni che i rumori nocivi possono causare all’umore e alla psiche. L’orecchio, infatti, non è l’unica vittima del rumore. Il nostro riposo, la capacità di concentrazione, così come l’umore sono profondamente influenzati dalla nostra percezione dei suoni, specie quando questi risultano particolarmente fastidiosi. L’inquinamento acustico oltre a determinare il rischio di eventuali problemi di udito – come la percezione di suoni non presenti (i cosiddetti acufeni), l’ipoacusia (perdita uditiva) o l’iperacusia (l’intolleranza ai suoni) -, può scatenare anche effetti differenti: da semplici problemi di emicrania e irritabilità, può provocare anche difficoltà più gravi come l’insonnia o diversi rischi per l’apparato cardiovascolare. Diverse ricerche hanno dimostrato che il problema riguarda quasi 1 italiano su 3, con un’entità dei danni pari all’intensità dell’inquinamento acustico. A correre il più alto rischio sono: i giovani, che frequentano abitualmente e per molto tempo ambienti caotici e rumorosi; insieme ad alcune categorie di lavoratori, che si trovano a contatt

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8 febbraio 2017

La stagione invernale può rivelarsi molto problematica per la salute delle orecchie, perché queste ultime, per loro conformazione, sono tra gli organi più esposti ai cambiamenti esterni, inclusi quelli climatici. Le temperature molto basse possono determinare fastidi e infiammazioni, provocando il fastidioso mal d’orecchio. Da solo, in realtà, il freddo non può causare la formazione di un’infezione all’orecchio, piuttosto sono necessarie altre concause: si può avere, ad esempio, un abbassamento delle difese immunitarie e, dunque, infiammazioni e dolori. Nella parte esterna dell’orecchio, infatti, si trova una grande quantità di nervi sensibili alle variazioni climatiche; le vie nocicettive presenti all’interno del padiglione auricolare, del canale uditivo e della membrana timpanica subiscono la stimolazione diretta del freddo e ciò provoca danni ai tessuti e dolore.

Ma come prevenire il mal d’orecchio?

Il modo migliore per tenere le nostre orecchie al sicuro, soprattutto quando svolgiamo attività che ci espongono a temperature molto basse, è proteggerle tenendole al caldo. È importante che queste precauzioni vengano prese prima di incorrere in una problematica o in qualche fastidio, ma non sempre ciò funziona. Quando il mal d’orecchio non si riesce ad evitare, occorre ovviare in qualche modo.

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20 settembre 2016

Tratto da Specialisti dell’udito Autore Fabiano Di Gioia. Negli ultimi anni la tecnologia digitale ha consentito un miglioramento delle prestazioni degli apparecchi acustici grazie ad un’elaborazione sempre più precisa del segnale e di conseguenza un migliore riconoscimento della parola rispetto al rumore. La rivoluzione più grande è però avvenuta nel campo della connettività ovvero nel collegamento degli apparecchi acustici a tutti i dispositivi tecnologici che adoperiamo nella vita di tutti i giorni: il computer, il telefono, gli smartphone, ma soprattutto la televisione. Nello specifico sono stati migliorati i sistemi a modulazione di frequenza (FM) ma sono state implementate la tecnologia Bluetooth e la comunicazione a 2,4 GHz, quest’ultima già presente in molti giochi elettronici utilizzati da bambini, ragazzi ed anche adulti. In questo contesto, se il collegamento ad alcuni dispositivi può essere di interesse solo ad una minoranza degli utilizzatori di apparecchi acustici, notevole è invece il beneficio dell’ascolto della televisione con gli apparecchi acustici utilizzando i sistemi senza fili. Il problema dell’ascolto della televisione riguarda in

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10 aprile 2016

I bambini cominciano a udire e a riconoscere il ritmo e la melodia delle voci già nei primi mesi di vita. Spesso, quando si parla loro, rispondono emettendo dei suoni con la voce. Se un problema uditivo viene trascurato, la capacità di apprendere il linguaggio orale potrebbe essere fortemente pregiudicata. La sordità nei neonati, in particolare, può provocare nel caso sia grave e/o profonda, la non acquisizione del linguaggio se non trattata in maniera adeguata precocemente. Gli effetti della sordità neonatale, sullo sviluppo comunicativo linguistico del bambino dipendono infatti dalla entità della sordità e dall’epoca di insorgenza della stessa nel senso che tanto più grave è la sordità e precoce l’epoca di insorgenza tanto più marcati saranno tali effetti. La percentuale di sordità è l’1/1000 nei nuovi nati e tende ad aumentare del 4-5% nei bambini con fattori di rischio audiologico. La sordità può essere classificata in base: – alla sede della lesione, – al grado di perdita uditiva; – all’epoca di insorgenza; – all’agente eziologico.   Lo sviluppo in bambini normoudenti:

  • I neonati nei primi mesi, generalmente sussultano in risposta a un suono forte e improvviso. Talvolta voltano il capo in direzione del rumore.
  • Verso i 2 mesi – l’udito del bambino è migliorato. Ora dovreb

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