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Sordità nei neonati
10 aprile 2019

Quando si parla di sordità, spesso si tende ad associare questo problema principalmente alle persone anziane, ma non è così che realmente stanno i fatti. La sordità può essere un problema che insorge alla nascita o in età infantile a causa di malattie, fattori genetici o ereditari. Agire in maniera tempestiva risulta essere di grande aiuto poiché un buon udito in età infantile può aiutare a sviluppare meglio le capacità cognitive ed il parlato.

Gli effetti della sordità neonatale, sullo sviluppo comunicativo dei bambini dipendono infatti dall’ entità della sordità e dal periodo di insorgenza della stessa,  infatti, tanto più grave è la sordità e  tanto più marcati saranno gli effetti di un intervento precoce.

La sordità può essere classificata in base:

– alla sede della lesione;

– al grado di perdita uditiva;

– all’epoca di insorgenza;

– all’agente eziologico.

 

Lo sviluppo in bambini normoudenti:

  • I neonati nei primi mesi, generalmente sussultano in risposta a un suono forte e improvviso. Talvolta voltano il capo in direzione del rumore.
  • Verso i 2 mesi – l’udito del bambino è migliorato. Ora dovrebbe essere in grado di udire suoni di tonalità e intensità diverse.
  • Verso i 3–4 mesi – il bambino comincia a riconoscere la voce dei genitori, ad articolare alcune consonanti (M, K, G, P e B) e vocali.
  • Verso i 5–6 mesi – il bambino comincia a ridere. I suoni confusi che emette somigliano sempre di più a delle parole.
  • Verso gli 8–9 mesi – il bambino comincia a comprendere la relazione che lega le parole ai gesti.
  • Verso i 11–12 mesi – il bambino comincia a comprendere semplici parole come “latte” “biberon” o “bagno”. Dovrebbero cominciare a pronunciare parole come “Mamma” o “Pappa”.

 

Consultare un otorino pediatrico per il bambino, se:

  • Non risponde quando gli si parla o sembra non notare che gli si sta parlando.
  • Vi chiede di ripetere le cose (più frequente nei bambini più grandi)
  • Si guarda attorno per capire da che parte proviene il suono
  • Comincia a parlare più tardi rispetto ai suoi coetanei (secondo le esperienze dell’insegnante, ecc.)
  • Non è in grado di pronunciare correttamente parole e frasi
  • Ha difficoltà a concentrarsi su una voce in presenza di diverse persone che parlano.
  • Non percepisce suoni veloci o tenui
  • I suoi risultati scolastici non sono soddisfacenti.

 

Indipendentemente dalla cultura o dalla provenienza, bambini con ipoacusia non trattata possono avere conseguenze come un ritardo nello sviluppo del linguaggio, delle capacità verbali o addirittura cognitive. Questo può causare isolamento, bassa autostima, difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali. Tanto prima insorge l’ipoacusia tanto maggiore potrà essere l’impatto sulla vita del bambino se non trattato adeguatamente. Invece, una diagnosi e un trattamento precoce possono contribuire a ridurre il potenziale impatto negativo dell’ipoacusia.

Il tempo è importante. Quanto prima l’ipoacusia viene diagnosticata e trattata, tanto maggiori sono le possibilità di sviluppare le capacità verbali. L’intervento precoce può essere determinante per uno sviluppo normale. Ricerche scientifiche mostrano che bambini che vengono trattati per l’ipoacusia nei primi sei mesi possono sviluppare le proprie capacità linguistiche al pari di bambini normoudenti. Quindi è fondamentale recarsi presso un centro o una clinica specializzati per una visita con un medico. Dopo una diagnosi di ipoacusia è importante un trattamento con protesi acustiche il prima possibile. Questo darà al bambino accesso ai suoni anche in preparazione di un eventuale impianto. E’ molto importante seguire un programma di riabilitazione uditiva.

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