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Rumori bianchi: quali sono i suoni che alleviano l’acufene
28 aprile 2022

Avete mai sentito parlare dei white noises, meglio noti come rumori bianchi? Per chi soffre di acufene o per chi ha problemi ad addormentarsi rappresentano una vera e propria benedizione, perché hanno la capacità di agire sul cervello con un effetto rilassante. Come? La loro caratteristica principale è la frequenza costante, che permette di schermare i suoni che il cervello ritiene troppo fastidiosi. I suoni non vengono semplicemente coperti, ma arrivano in modo più ovattato, cosicché la mente non li percepisce come molesti o disturbanti. Il rumore bianco o white noise infatti è un rumore che deriva dalla somma di tutte le frequenze udibili in maniera costante e ritmica. Prende questo nome per analogia con la luce bianca, che è la somma di tutti i colori che compongono lo spettro della luce visibile all’occhio umano. Questa definizione potrebbe far sembrare i rumori bianchi una tipologia di suono molto difficile da produrre, invece si trovano ogni giorni in natura e nella nostra quotidianità: il fruscio delle foglie, il rumore delle onde che si infrangono, il getto d’aria continuo del phon… tutti questi sono rumori bianchi.

I rumori bianchi alleviano il fastidio dell’acufene

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28 marzo 2022

La musica rappresenta, soprattutto per i giovani, una passione a cui non si può rinunciare, un hobby con cui si spera di diventare famosi, un modo per chiudere fuori il mondo e riflettere su se stessi. In qualunque modo la si guardi, le persone e i giovani in particolare non possono fare a meno della musica. Tuttavia, pratiche di ascolto scorrette possono causare gravi danni all’udito, aumentano sensibilmente le possibilità di sviluppare una perdita uditiva in età adulta e avanzata. L’Oms stima che 1,1 miliardi di giovani saranno a rischio sordità nei prossimi 10-20 anni, e confermano questa tendenza anche i dati UE. Secondo un rapporto dell’Unione Europea, circa 2,5-10 milioni di europei rischiano danni permanenti all’udito a causa di abitudini di ascolto scorrette.

Attenzione alle cuffie quando si ascolta la musica

Se un tempo il maggior rischio per l’udito era rappresentato da casse e altoparlanti, accanto alle quali è fortemente raccomandato di non sostare, adesso il pericolo principale è rappresentato dalle cuffie. Secondo una ricerca realizzata dal centro studi francese Ifop, il 65% degli adolescenti tra 15-17 anni ascolta musica in cuffia per più di un’ora al giorno. Un terzo di questi ragazzi non sa che ascoltare canzoni a un volume troppo alto e in maniera prolungat

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23 febbraio 2022

L’ipoacusia è un deficit uditivo che colpisce oltre 7 milioni di italiani, ma quando quest’ultima riguarda i bambini (specialmente se neonati), il discorso si fa più delicato. Una carenza uditiva o, peggio, la sordità totale, nel caso dei più piccoli comporta conseguenze molto rilevanti per il loro sviluppo cognitivo e linguistico. Ecco perché è importante effettuare uno screening audiologico neonatale per individuare precocemente l’ipoacusia infantile. Statisticamente, un bambino italiano su 300-350 nasce con problemi uditivi, e 1 su 1000 nuovi nati è affetto da sordità profonda (congenita), un’assenza assoluta di suoni che non permette loro lo sviluppo della capacità di comunicare verbalmente. L’ipoacusia infantile può derivare da una malattia genetica, oppure in altri casi può essere causata da infezioni contratte nei primi mesi di vita. Per tutti questi motivi, gli esperti si battono da anni per porre l’accento sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, in quanto un intervento preventivo (che può consistere nell’utilizzo di un apparecchio acustico o nell’implementazione di un impianto cocleare) può aiutare i bambini ad evitare eventuali altre complicazioni ne

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24 gennaio 2022

L’iperacusia, anche conosciuta come “allergia ai suoni”, è un disturbo uditivo caratterizzato da un’ipersensibilità verso alcuni suoni. Tali suoni creerebbero fastidio ad un comune ascoltatore solo ad un volume eccessivo o a distanza ravvicinata, mentre per la persona iperacusica sono fastidiosi anche a volume normale. Nei casi più lievi, è soltanto uno specifico suono ad essere percepito “a volume più alto”, mentre nei casi più gravi si possono trovar fastidiosi innumerevoli suoni che fanno parte della quotidianità. L’ipersensibilità, inoltre, non è uguale in tutti i soggetti colpiti: i suoni che possono dare fastidio possono essere diversi da soggetto a soggetto, e questo rende difficile lo studio approfondito di questo disturbo. Ecco perché ancora non si conoscono precisamente le cause del disturbo. Ad oggi, sono state formulate solo alcune ipotesi e teorie. Vediamo quali sono le più diffuse.

Possibili cause dell’iperacusia

Una delle teorie più diffuse sulle possibili cause dell’iperacusia associa questo disturbo ad altre malattie, in particolare alla perdita uditiva, all’emicrania, all’acufene o ad altre malattie specifiche (Paralisi di Bell, Morbo di Addison, Sindrome di Ménière). Nel caso della perdita uditiva, gli studiosi ritengono che il cer

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10 dicembre 2021

Il trauma acustico è, come suggerisce la parola, un evento traumatico a carico del sistema uditivo, che può comportare la perdita totale o parziale dell’udito. Esso può essere di due tipi:

  • cronico
  • acuto

Il trauma acustico cronico si manifesta quando l’apparato uditivo è esposto a rumori nocivi ma a bassa intensità (non superiori agli 85 dB) per un tempo prolungato. Il trauma acustico acuto invece è causato da un rumore improvviso di elevata intensità, come uno scoppio o un’esplosione. Gli effetti nocivi del rumore e le soglie definite critiche sono oggetto di numerosi studi ancora oggi, anche perché molte persone sono maggiormente otosensibili rispetto ad altre. Studi recenti hanno inoltre dimostrato che il rumore, oltre a danneggiare l’udito, può danneggiare anche la nostra salute generale, causando stress, ipertensione, stanchezza, depressione e malattie vascolari. Ecco perché è importante proteggere le orecchie dai rumori nocivi in casa, per strada e sul posto di lavoro.

Come proteggersi dai rumori che possono causare un trauma acustico

La casa, sebbene sia considerato un luogo di pace e di tranquillità, può nascondere alcune insidie per le nostre orecchie. I principali colpevoli di un possibile trauma acustico sono

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11 novembre 2021

Abituarsi ad un nuovo apparecchio acustico non è facile, soprattutto se la convivenza con l’ipoacusia non trattata è stata molto lunga. La maggior parte delle persone con problemi di udito infatti aspetta diversi anni dalla diagnosi prima di approcciarsi agli apparecchi acustici. I fattori che influenzano questa scelta sono diversi: scarsa informazione sull’argomento, motivi estetici e sociali, senso di imbarazzo, fattori economici. Durante il tempo in cui la persona riflette sull’acquisto di un nuovo dispositivo acustico le settimane diventano mesi, e i mesi anni. E così la mente si disabitua sempre di più a percepire i suoni e l’ipoacusia peggiore. Di conseguenza, quando poi si decide di acquistarli, la mente fa difficoltà ad abituarsi ad un nuovo apparecchio acustico. Tutti i suoni che la mente aveva dimenticato diventano d’improvviso di nuovo chiari e squillanti, e questo all’inizio può essere fastidioso e irritante. Oppure, poiché si è intervenuti troppo tardi, l’apparecchio acustico non dà i risultati sperati in tempi brevi e la persona che lo ha acquistato smette di usarlo. Ma gli apparecchi acustici non sono dispositivi “magici”, che restituiscono l’udito al 100% una volta i

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25 ottobre 2021

Moltissime persone trovano fastidioso il rumore che viene prodotto quando si mastica, ma in alcune di esse questo suono è così insopportabile da scatenare delle reazioni incontrollate e anche violente. In questo caso non si può parlare di semplice fastidio, bensì di misofonia. La misofonia è infatti  un disturbo uditivo caratterizzato da una estrema avversione per un suono specifico, sia si tratti di un suono prodotto dall’uomo che di un rumore ambientale. Gli studi sull’argomento sono ancora pochi e poco approfonditi, anzi: è solo in tempi recenti che si è cominciato a studiare il fenomeno in modo completo e con un approccio clinico. Fino a qualche anno fa non se ne sentiva affatto parlare, anche perchè il termine misofonia è stato coniato solo nel 2003 dallo studioso Pawel Jastreboff. Eppure sono moltissime le persone che soffrono i tale disturbo: le stime parlano del 20% della popolazione mondiale. Ma quali sono le caratteristiche specifiche della misofonia e le sue cause? Come si può distinguerla da un semplice fastidio? Scopriamolo insieme.

Cosa significa misofonia e quali sono le difficoltà dei misofoni

La misofonia, nota anche come sindrome da sensibilità al suono selettivo, è un disturbo neurologico, più che uditivo. Il problema cioè non risiede in un danno all’apparato uditivo o in una degener

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22 settembre 2021

Recenti studi hanno evidenziato un legame tra dolori cervicali e acufene: si tratta in questo caso di acufene cervicale. Dal punto di vista clinico, quando si parla di acufene, si fa riferimento a quella fastidiosa percezione costante di ronzii o fruscii nel canale uditivo, anche quando non c’è nessuna fonte esterna a produrre il rumore. Le cause che scatenano questo disturbo non sono del tutto chiare. Molto probabilmente, una cattiva circolazione o un aumento dei liquidi presenti nell’orecchio possono essere responsabili dell’acufene a livello fisiologico. Tuttavia la vera domanda, ancora senza risposta, è cosa provochi l’aumento del liquido all’interno dell’orecchio. Nel caso dell’acufene cervicale, gli studiosi hanno ipotizzato che siano proprio contratture e traumi nella zona cervicale ad alterare la pressione dei liquidi. Le cause dell’acufene cervicale sono quindi da ricercarsi in atteggiamenti posturali scorretti o a sforzi eccessivi, gli stessi fattori che causano i dolori cervicali.

Quali sono le cause più comuni della cervicale?

Oggigiorno, i dolori cervicali colpiscono moltissime persone, anche nella fascia d’età più giovane, compici posture scorrette mantenute per tutta la giornata a causa del lavoro o dello studio. Ecco un breve elenco:

  • Postura errata

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23 agosto 2021

Prima di acquistare un apparecchio acustico, è importante porsi diverse domande (e cercare le relative risposte) sulle tecnologie, le funzionalità e i vantaggi di questi dispositivi, per poter scegliere quello più adatto in base alle esigenze di ciascuno. Una delle cose a cui prestare attenzione sono le pile per apparecchi acustici: se optate per un modello a batteria infatti, dovrete informarvi su quale modello di pila utilizzare, come sostituirlo e come trattarlo in modo responsabile e sicuro per l’ambiente. Abbiamo preparato questo articolo per rispondere proprio a queste domande. Ma vediamo prima quali sono le pile per apparecchi acustici più comuni. Le pile attualmente utilizzate sono quelle zinco-aria, conosciute anche come batterie a bottone. Sono molto piccole ma ugualmente potenti, e durano più a lungo dei vecchi modelli con tecnologia a mercurio. Inoltre, sono anche meno dannose per l’ambiente. Il modello e le dimensioni delle pile variano in base all’apparecchio acustico che avete scelto. Sarà il vostro audioprotesista a dirvi quale utilizzare e, in ogni caso, tali indicazioni sono riportante anche all’interno della confezione del vostro dispositivo. Per poter meglio riconoscere i diversi modelli di pile per apparecchi acustici, l’Unione Europea ha re

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20 luglio 2021

In estate, caldo, sudore e acqua di mare possono richiedere una pulizia più intensa degli apparecchi acustici e una cura maggiore rispetto a quanto si è soliti fare durante il resto dell’anno. Dopotutto, il periodo estivo è anche quello in cui questi dispositivi vengono utilizzati di più, dato che ci sono maggiori occasioni di fare tardi la sera o di vedere gli amici e chiacchierare con loro. Per questo, abbiamo preparato alcuni consigli su come prendersi cura degli apparecchi acustici in estate.

Apparecchi acustici in estate: cosa si può fare e cosa no

È più che evidente che gli apparecchi acustici vanno indossati il più a lungo possibile, anche in estate. Luoghi come la spiaggia o il bordo piscina possono essere “pericolosi”, ma con un po’ di attenzione è possibile passeggiare sul bagnasciuga senza dover rinunciare al piacere di sentire bene. Vi consigliamo, in quest’occasione, di coprire gli apparecchi acustici con un cappellino o con una fascia per capelli. In questo modo il rischio di bagnarli, di perderli o di esporli troppo ai raggi solari diminuisce notevolmente. Se però avete intenzione di fare una bella nuotata, sia al mare che in piscina, vi raccomandiamo

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24 giugno 2021

Mangiare in maniera salutare favorisce la nostra capacità uditiva!

Oggi parliamo di udito e alimentazione. Esatto, perché la dieta, o meglio, una sana alimentazione, non fa bene solo al fisico ma anche all’udito. Secondo recenti studi condotti negli USA dall’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgey Foundation, i cibi che meglio di altri ci aiutano a preservare il nostro udito sono quelli ricchi di folati o acido folico.

Udito e alimentazione: i benefici delle vitamine B9

I folati e l’acido folico sono vitamine appartenenti al gruppo B e sono conosciute anche con il nome di vitamine B9. Vengono definiti folati i composti presenti naturalmente nei cibi, mentre col nome di acido folico si indica la molecola creata in laboratorio e utilizzata nei complessi vitaminici. L’organismo ha un estremo bisogno della vitamina B9, soprattutto nella fase prenatale, durante la formazione dell’embrione, perché contribuisce allo sviluppo del condotto neurale e lo previene da malformazioni. Nei bambini e negli adulti invece aiuta il metabolismo dell’omocisteina, un amminoacido che regola la circolazione dei liquidi. Una buona circolazione dei liquidi, soprattutto dell’endolinfa all’interno dell’orecchio, aiuta a mantenere la capaci

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23 giugno 2021

La professione dell’audioprotesista e la differenza tra i primi apparecchi acustici e quelli di ultima generazione sono stati tra gli argomenti principali affrontati dal dott. Fabiano Di Gioia, amministratore delegato e tecnico audioprotesista di Acoustic Center, durante il suo intervento ai microfoni della trasmissione Radio OnAir condotta da Gilda Di Spirito. 

Ecco il video integrale dell’intervista:

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26 maggio 2021

L’acufene, quel fastidioso fischio o ronzio nelle orecchie, può diventare davvero insopportabile, rendendo difficili anche le più semplici attività quotidiane. Chi soffre di acufene infatti ha difficoltà a concentrarsi e a studiare, ma anche ad ascoltare la TV o partecipare alle conversazioni, per non parlare poi del riposare. Quante sono le persone che non ne possono più di sentire ininterrottamente suoni, fischi e ronzii mentre cercano di addormentarsi dopo una lunga giornata di lavoro? Molte, dato che circa il 10-17% delle persone sono colpite dall’acufene. Ecco perchè abbiamo realizzato questo articolo con 5 consigli per alleviare l’acufene e i suoi fastidi.

 Consigli per alleviare l’acufene

Una cosa molto importante da ricordare, quando si parla di consigli sugli acufeni, è che si tratta sempre di metodi che alleviano il fastidio, non che lo eliminano. Infatti, non si può guarire dall’acufene, ma imparare a conviverci e ad “ignorarlo”. Ecco alcuni suggermenti.

1 Avere uno stile di vita sano

Avere uno stile di vita sano è un consiglio valido sia per alleviare l’acufene che per mantenere in forma l’udito (e tutto l’organismo). Si dovrebbero ridurre i consumi di alcol, caffeina, sale e cibi molto grassi o molto zuccherati, e bere molta acqua. L’acqua infatti aiuta il dren

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27 aprile 2021

L’ipoacusia è il calo dell’udito riconducibile al deterioramento dell’apparato uditivo. L’entità della perdita varia da persona a persona e si manifesta in modi differenti. 

Sintomi

I sintomi più ricorrenti tra le persone con ipoacusia riguardano le difficoltà di percepire distintamente voci e suoni in determinate situazioni di vita quotidiana, tra cui:

  • conversazioni in ambienti rumorosi;
  • ascolto di radio, televisione e altre fonti sonore simili;
  • conversazioni telefoniche;
  • parole pronunciate a bassa voce.

Come rivelato da alcuni sondaggi, l’ipoacusia incide negativamente sulla qualità della vita: le persone che non riescono a sentire bene tendono a ridurre la partecipazione alle attività sociali e, in generale, sono più propense ad isolarsi. 

Cause

La causa principale

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9 marzo 2021

In Italia, secondo le statistiche, tra l’insorgenza dei primi problemi uditivi e la decisione di ricorrere all’utilizzo di un apparecchio acustico trascorrono in media dieci anni. Un dato allarmante se si considera che il calo uditivo solitamente peggiora con il passare del tempo. Inizialmente si riscontrano lievi difficoltà uditive, che non influenzano effettivamente le attività quotidiane. In seguito, però, il progressivo calo uditivo può compromettere la capacità di comunicare efficacemente col prossimo e di ascoltare i suoni che ci circondano. E questo influenza in modo negativo l’intera qualità della vita. In Italia si stima che siano 7 milioni le persone con un deficit uditivo. Tuttaviasolo un milione utilizza un apparecchio acustico specifico. Oltre alla scarsa prevenzione, alla poca conoscenza della figura dell’audioprotesista e alla difficoltà di rendersi conto effettivamente del problema, la ragione principale per cui si lascia passare così tanto tempo è l’imbarazzo che la maggior parte delle persone prova nell’indossare un apparecchio acustico.

Perchè si prova imbarazzo nell’indossare l’apparecchio acustico

Lo stigma dell’audioprotesi, purtroppo, è ancora fortissimo e difficile da sconfiggere. L’opinione generale tende a collegare i problemi udit

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26 febbraio 2021

Gli apparecchi acustici sono dispositivi indispensabili per chi soffre di problemi di udito. Grazie ad essi infatti è possibile tornare a sentire di nuovo bene e a vivere con più serenità ogni momento della quotidianità. Questi dispositivi altamente tecnologici sono anche molto delicati, e hanno bisogno di cura e manutenzione costante. In questo articolo vi daremo qualche consiglio su come pulire gli apparecchi acustici. Pulire gli apparecchi acustici ogni giorno è un’abitudine da acquisire obbligatoriamente per far sì che durino nel tempo. Come molti dispositivi, essi hanno un ciclo di vita di circa 5 anni ma, con una corretta pulizia e la cura costante possono durare anche più a lungo.

Alcuni consigli per pulire gli apparecchi acustici

Il primo consiglio, come già accennato, è quello di dedicare alcuni minuti alla pulizia quotidiana. Al mattino, prima di indossare gli apparecchi acustici, pulite le cupoline con un panno asciutto, facendo in modo di eliminare ogni traccia di cerume. Perchè farlo al mattino? Perchè durante la notte il cerume ha il tempo di seccarsi ed è più facile da rimuovere. Il secondo consiglio è quello di non usare mai alcool, solventi o detergenti per la pulire gli apparecchi acustici. I prodotti di cura specifici sono acquist

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22 gennaio 2021

L’otite è un’infiammazione dell’orecchio che può essere di tipo cronico o manifestarsi una sola volta, generalmente provocata da virus o batteri che si localizzano nell’orecchio. In particolar modo quella che coinvolge l’orecchio medio, è una patologia molto diffusa, che può avere un’entità lieve ma talvolta può comportare conseguenze molto significative come un calo uditivo permanente, dunque è opportuno non sottovalutarla mai, specie se si manifesta in età infantile. Secondo le stime, infatti, circa l’85% dei bambini soffre almeno una volta di otite media, soprattutto quelli che praticano attività in acqua, e non è un caso che proprio l’otite la causa più comune di ipoacusia trasmissiva nei bambini. L’ otite media acuta, infatti, provoca dolore alle orecchie, febbre, irrequietezza e anche un calo uditivo temporaneo, in alcuni casi (molto gravi), però, può portare alla rottura del timpano e anche a danni irreversibili per l’udito. Generalmente è una patologia dalla quale si guarisce con una cura antibiotica, anche se non esiste un trattamento universale valido per tutti. Il medico di solito individua la soluzione più idonea in relazione alla gravità dell’infezione e della perdita uditiva riscontrata. L’ otite media sieromucosa, spesso derivante da un’

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7 dicembre 2020

Al giorno d’oggi, la maggior parte delle persone è ancora restìa ad affrontare il proprio problema uditivo. Ecco perchè è importante avere una figura di riferimento a cui poter rivolgere le proprie domande e i propri dubbi. Questa persona l’audioprotesista, colui che ha il compito di divenire un punto di riferimento per il paziente durante tutto il suo percorso di riabilitazione uditiva. Nel percorso di recupero dell’efficienza uditiva, ogni persona ha necessità di riporre piena aspettativa nel professionista a cui ha scelto di affidarsi, in quanto il lavoro dell’audioprotesista ha inevitabili effetti sulla qualità della sua vita. Ogni sfera della vita umana, infatti, è direttamente influenzata dall’efficienza uditiva, ed è per questo che le soluzioni acustiche devono essere modulate in base alle specifiche esigenze del portatore e alle sue caratteristiche individuali. Un udito efficiente è essenziale per qualunque tipo di interazione, per lo svolgimento delle attività abituali, per il successo a scuola o nel lavoro. Ed è compito di un buon audioprotesista assicurarsi che in ognuna di queste attività il paziente registri un effettivo miglioramento.

Conosciamo meglio chi è l’audioprotesista

In particolare, l’audioprotesista è un professionista sanitario specializzato in t

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13 novembre 2020

La stagione invernale può rivelarsi molto problematica per la salute delle orecchie, perché queste ultime, per loro conformazione, sono tra gli organi più esposti ai cambiamenti esterni, inclusi quelli climatici. Le temperature molto basse possono determinare fastidi e infiammazioni, provocando il fastidioso mal d’orecchio invernale. Da solo, in realtà, il freddo non può causare la formazione di un’infezione all’orecchio, piuttosto sono necessarie altre concause. Si può avere, ad esempio, un abbassamento delle difese immunitarie e, dunque, infiammazioni e dolori. Nella parte esterna dell’orecchio, infatti, si trova una grande quantità di nervi sensibili alle variazioni climatiche. Le vie ricettive presenti all’interno del padiglione auricolare, del canale uditivo e della membrana timpanica subiscono la stimolazione diretta del freddo e ciò provoca danni ai tessuti e quindi mal d’orecchio invernale.

Ma come prevenire il mal d’orecchio invernale?

Il modo migliore per tenere le nostre orecchie al sicuro, soprattutto quando svolgiamo attività che ci espongono a temperature molto basse, è proteggerle tenendole al caldo. Ricordate quindi di indossare un cappellino o un paraorecchie, anche se uscite soltanto per pochi minuti. Questa

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14 ottobre 2020

Gli apparecchi acustici invisibili vengono così chiamati perché sono talmente piccoli e discreti da risultare, appunto, invisibili. Per coloro che vedono l’apparecchio acustico come uno stigma sociale e si vergognano di indossarli, questi apparecchi acustici sono davvero l’ideale. Infatti, oltre ai prezzi degli apparecchi acustici, uno dei motivi principali che ne ritardano l’acquisto è proprio l’estetica. In genere, quando si fa riferimento agli apparecchi acustici invisibili, si parla di modelli endoauricolari. Tuttavia, le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare modelli retroauricolari di dimensioni minime, anch’essi considerati invisibili. In questo articolo parleremo di entrambi.

Apparecchi acustici invisibili endoauricolari

Gli apparecchi acustici invisibili endoauricolari vanno  inseriti all’interno del canale uditivo. In questo modo scompaiono alla vista. Inoltre, i colori possono essere personalizzati in base a quello dei capelli o della pelle, per mimetizzarli ancora meglio. Fra tutti i modelli disponibili, gli endoauricolari sono quelli che garantiscono la massima discrezione e il massimo confort. Infatti, vengono realizzati su misura in base all’impronta del condotto uditivo rilevata e ricostruita tecnologia laser 3D

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14 settembre 2020

Con il termine farmaci ototossici si indicano quei farmaci che possono provocare danni alle orecchie e all’udito. I danni più comuni sono la comparsa di acufene e l’ipoacusia (calo dell’udito), che può essere sia temporanea che permanente. Nel primo caso, una volta sospeso l’utilizzo del farmaco, anche il disturbo scompare dopo qualche tempo; nel secondo caso invece, l’uso o l’abuso dei farmaci ototossici ha compromesso irrimediabilmente il sistema uditivo. I farmaci ototossici possono attaccare differenti zone dell’apparato uditivo. Quando i disturbi interessano la coclea, si può presentare l’ipoacusia, spesso preceduta e accompagnata da episodi di acufene o vertigini. Quando invece i danni interessano il vestibolo, il calo dell’udito è accompagnato anche da alterazioni dell’equilibrio e nausea, perché, come sappiamo, nell’orecchio risiede il labirinto, sede dell’equilibrio. In questo articolo cercheremo di spiegare da cosa deriva l’ototossicità e qual è l’elenco dei farmaci pericolosi per l’udito.

Farmaci ototossici: lista

L’ototossicità di un farmaco non deriva principalmente della sua composizione chimica, ma dal dosaggio, dalla durata della somministrazione, dall’assunzione insieme ad altri medicinali e soprattutto

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3 agosto 2020

L’herpes all’orecchio, chiamato anche herpes zoster oticus, è un’infiammazione dell’orecchio e dei nervi facciali causata dal virus della varicella e può manifestarsi anche alcuni anni dopo che si è contratta questa malattia. A seconda della zona interessata dal virus, si possono presentare diversi sintomi:

  • vertigini vomito e perdita uditiva, se interessa il nervo acustico
  • paralisi facciale, se interessa in nervo facciale

Quello che invece è sempre comune è un forte mal d’orecchio (otalgia) e mal di testa. In alcuni casi, può sopraggiungere la febbre, accompagnata da un senso di stanchezza e spossamento generale. In casi più rari invece, si può notare una perdita del gusto nella parte anteriore della lingua. Inoltre, quasi sempre compaiono delle vesciche, molto simili a quelle della varicella, sull’orecchio (all’interno e all’esterno) e sulla bocca. Le vesciche si trasformano in ulcere dopo qualche giorno, e poi pian piano scompaiono, mentre gli altri sintomi possono essere più duraturi. La causa dell’herpes all’orecchio, come abbiamo detto, è il virus della varicella. Questo virus attacca i linfonodi del sistema respiratorio e da lì si diffon

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13 luglio 2020

L’otite è un’infiammazione dell’orecchio dovuta all’azione di virus o batteri. A seconda dell’area interessata potrebbe trattarsi di otite:

  • esterna, se l’infiammazione coinvolge il timpano e il condotto uditivo esterno
  • media, se l’infiammazione coinvolge l’orecchio medio
  • interna, se l’infiammazione coinvolge l’orecchio interno

Il sintomo più comune di questa patologia auricolare è l’otalgia, più comunemente nota come mal d’orecchio. Nei casi meno gravi, il dolore si presenta sono quando l’orecchio viene toccato, mentre in quelli più acuti è un sintomo persistente. Oltre al dolore all’orecchio si può verificare anche un temporaneo calo dell’udito. Ciò avviene perché l’infiammazione e il gonfiore delle membrane che compongono l’apparato uditivo riducono il passaggio delle onde sonore. Si ha quindi la sensazione di orecchio pieno e ci sente di meno. Una volta scomparsa l’infiammazione, anche il calo dell’udito scompare; tuttavia ci sono casi di otite cronica non trattata correttamente che hanno portato alla completa perdita dell’udito. Altri sintomi dell’otite possono essere acufeni e vertigini.

Come curare l’otite

La cura per l’otite

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15 giugno 2020

L’orecchio musicale è un’abilità che consente di riconoscere appunto “a orecchio” tutte le parti che compongono la musica: nome e altezza delle note, ritmo, intervallo fra una nota e l’altra… Tuttavia, anziché definire l’orecchio musicale come un’abilità, sarebbe più corretto parlare di diverse abilità, che manifestarsi insieme o anche singolarmente nella persona. Dovremmo infatti parlare di:

  • orecchio assoluto
  • orecchio relativo

Un dono più grande dell’orecchio musicale: l’orecchio assoluto

Con l’espressione orecchio assoluto si intende la capacità di riconoscere l’altezza e la tonalità delle note e di riprodurre una melodia anche senza avere davanti lo spartito. Tale capacità si manifesta già durante l’infanzia come una capacità innata. Tuttavia, le opinioni dei ricercatori sul perché si sviluppi l’orecchio assoluto sono discordanti. Non si sa infatti ancora con certezza se esso derivi da fattori ereditari o educativi. La teoria più diffusa afferma che l’orecchio assoluto si sviluppi nello stesso periodo in cui si apprende la lingua madre. In letteratura medica, questa fase prende il nome di “finestra critica”. Durante il primo anno di età i neonati sono in grado di

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11 maggio 2020

I dispositivi di protezione per le orecchie sono dispositivi di protezione individuale (DPI) che attenuano gli effetti dannosi del rumore sull’apparato uditivo. Siamo abituati a credere che solo i rumori forti ed improvvisi, come un’esplosione o i fuochi d’artificio, possano compromettere le nostre capacità di ascolto. Al contrario, è l’esposizione a rumori anche di intensità minore ma per un lungo periodo che provoca l’insorgere di problemi uditivi gravi, primo fra tutto l’ipoacusia. Come abbiamo detto in un nostro precedente articolo, l’ipoacusia da rumore è tra i più diffusi tipi di perdita uditiva. Per prevenire ciò, esistono i dispositivi di protezione per le orecchie. Si possono utilizzare sia sul luogo di lavoro (in molto settori sono obbligatori per legge), sia anche durante le normali attività quotidiane. Le principali tipologie sono:

  • cuffiette antirumore
  • tappi per le orecchie

Otoprotettori professionali

Quando si parla di dispositivi di protezione per le orecchie ad uso professionale si utilizza in genere il termine otoprotettori. Gli otoprotettori più diffusi in ambienti lavorativi come cantieri o catene di montaggi

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10 aprile 2020

Quando si cominciano ad avvertire i primi disagi a livello uditivo, è importante sottoporsi al più presto ad un controllo dell’udito. I disturbi infatti possono essere legati a fattori temporanei (come un forte raffreddore) o possono essere indizi per un principio di ipoacusia. In questo caso, prima si interviene, prima si possono ridurre i disagi e contrastare la degenerazione uditiva. Non esiste un’età specifica per sottoporsi al controllo dell’udito. Infatti, possono concorrere al calo uditivo diversi fattori quali malattie, situazioni di stress acustico ed ereditarietà. I primi sintomi possono verificarsi anche intorno ai trent’anni. Tuttavia, è dopo i sessanta che comincia la naturale degenerazione della capacità uditiva, e le visite sono consigliate.

Audiometria per il controllo dell’udito

Il controllo dell’udito viene svolto dall’audioprotesista e consiste in diverse procedure per valutare la soglia dell’udito del paziente. Gli esami da svolgere sono due, l’audiometria tonale e l’audiometria vocale. Durante il primo, verranno somministrati i cosiddetti suoni puri, cioè suoni naturali. Tali suono vengono fatti acoltare a diverse intensità sonore (base frequenze e alte frequenze). L’obiettivo è quello di registrare la soglia minima e massima per ciascun orecchio e di

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16 marzo 2020

La sindrome di Ménière prende il nome da Prosper Ménière, il medico che per primo ne descrisse i sintomi. Tali sintomi, che si presentano in maniera episodica e improvvisa, sono:

  • perdita temporanea dell’udito
  • acufeni
  • vertigini
  • nausea

Se i sintomi sono ben chiari, le cause della sindrome di Ménière purtroppo non sono ancora note. Dal punto di vista fisiologico, questa patologia è dovuta ad un idrope, cioè ad un aumento di liquido all’interno dell’orecchio. Tuttavia, le cause che possono provocare la comparsa di un idrope sono molte. In primo luogo, bisogna considerare che le infezioni e alcune malattie dell’orecchio, come la labirintite. Queste provocano infiammazioni piuttosto acute all’interno dell’orecchio, e impediscono il corretto drenaggio del liquido al suo interno. Alcuni pazienti affetti da sindrome di Ménière hanno nella loro storia clinica gravi episodi di labirintite e infiammazioni. La comparsa della sindrome di Ménière nelle donne in dolce attesa è invece collegata agli sbalzi ormonali che subisce durante la gravidanza. Durante i nove mesi infatti si nota un aumento della ritenzione idrica e una 

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11 dicembre 2019

Vi è mai capitato di avvertire quella sensazione di orecchio chiuso? Purtroppo questo disturbo può colpire un po’ tutti, soprattutto durante l’inverno. Quali sono i sintomi dell’orecchio tappato? Un semplice raffreddore spesso può comportare la fastidiosa sensazione di pressione all’orecchio che a sua volta fa diminuire la percezione del suono in chiunque si manifesti tale disturbo. I fattori più comuni che possono causare l’orecchio tappato sono:

  • Accumulo di cerume;
  • Blocco del flusso d’aria alle tube di Eustachio;
  • Sbalzi di pressione;
  • Infezioni come sinusite e raffreddore.

Le orecchie tappate possono colpire persone di ogni età, ma di solito, è più comune tra i bambini, soprattutto quando hanno il raffreddore.

Come intervenire?

Oltre ad essere fastidioso, questo disturbo causare molto dolore. Per questo motivo,è necessario trattare questo problema tempestivamente, anche con terapie naturali semplici che aiutano a liberare le orecchie. Eccoti alcuni consigli su come intervenire:

  • Chiudere la bocca e stringere le narici con le dita, facendo un respiro profondo.
  • Soffiare aria dal naso per regolare la pressione della stessa. Se eseguito correttamente, è possibile avvertire dopo poco un leggero suono, ciò significa che le trombe di Eustachio sono di nuovo aperte.
  • Asciugare le orecch

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5 novembre 2019

  Il 27 Settembre il nostro Centro Acustico ha ricevuto una mail in cui il Sig. Grandi. Si dice interessato alla promozione particolarmente vantaggiosa presente su Facebook per l’acquisto di due apparecchi acustici di nuova generazione. Il motivo della sua curiosità era anche il prezzo, ma principalmente il fatto che il modello proposto, grazie alla telemedicina, è regolabile a distanza. Con piacere abbiamo concordato un appuntamento e lo abbiamo incontrato. Una volta analizzata la diagnosi dello Specialista ORL e terminati i test utili alla protesizzazione, egli ha raccontato di essere in pensione da circa 10 anni ed di essere rimasto al passo con la tecnologia; possiede un Iphone 8 ed è molto attento a quanto avviene sul web e sui social. Questo gli permette di essere sempre in contatto con il mondo anche quando non può uscire a causa di alcune patologie che lo limitano negli spostamenti. La situazione del Sig. Grandi è i

10 ottobre 2019

Gli apparecchi acustici sono dispositivi molto piccoli che necessitano di cura e manutenzione costanti. Dopo aver fatto un investimento per acquistarli è giusto avere le necessarie accortezze affinché essi durino il più a lungo possibile. Inoltre, una volta che ci si è abituati, essi sono indispensabili per svolgere le attività quotidiane e i pazienti che sono costretti a richiedere la riparazione per un guasto odiano doversene separare. Pulire gli apparecchi acustici ogni giorno è l’abitudine principale da acquisire per una buona manutenzione. Gli apparecchi acustici, infatti, possono guastarsi, perché come qualsiasi dispositivo essi hanno un ciclo di vita, ma una corretta pulizia e la cura costante possono aiutare ad allungarlo. Quindi, come effettuare quotidianamente la pulizia degli apparecchi acustici?

  • La prima cosa da sapere è quali prodotti utilizzare per pulire gli apparecchi acustici. Non usare mai alcool, solventi o detergenti per la pulire gli apparecchi acustici. I prodotti di cura specifici sono acquistabili direttamente nel centro acustico: salviettie, spray, panno, etc.
  • I produttori di apparecchi acustici hanno inoltre progettato filtri per proteggere i ricevitori in caso di apparecchi acustici RIC e ITE. Almeno una confezione di questi filtri viene fornita al momento

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